Dal 1° gennaio i Comuni potranno pignorare i conti di chi non paga tasse

[themoneytizer id=32146-1] [adrotate banner=”6″]Pignoramenti da parte di Comuni e Province per le imposte locali e le entrate patrimoniali non pagate. Gli enti potranno dunque operare con le stesse regole dell’agenzia per la riscossione nazionale.

La novità è prevista da una norma della manovra che, a quanto si legge nella nota studi del Senato, esclude le multe stradali. In sostanza sarà possibile per i Comuni, che avranno accesso ai dati dell’Anagrafe tributaria, procedere ad azioni esecutive come il pignoramento di parte del conto corrente o dello stipendio o il fermo dell’auto.

In pratica, viene estesa l’applicazione dell’accertamento esecutivo anche ai tributi locali. Dal 1° gennaio 2020, l’avviso di accertamento inviato dal Comune al contribuente conterrà l’intimazione ad adempiere. Trascorso il termine di 60 giorni per la presentazione del ricorso, l’atto diventerà immediatamente esecutivo ed al mancato pagamento della somma indicata nell’avviso il Comune potrà rispondere con il pignoramento del conto corrente.

Non tutto però è perduto. Prima del pignoramento del conto, del fermo amministrativo e dell’ipoteca, verrà inviato un sollecito di pagamento, in presenza di debiti di importo non superiore a 10.000 euro. Il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione, pagando il debito anche a rate, da un minimo di 4 fino ad un massimo di 72 rate, in base all’importo del debito.


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