Fase 2 | Sicilia: si può andare in un altro comune per fare la spesa

[themoneytizer id=32146-1] [adrotate banner=”6″]Rientri in Sicilia e al lavoro, spostamenti da comune a comune anche per la spesa, trasferimenti per l’estate e nelle seconde case, addestramenti delle unità cinofile, traslochi e cantieri di lavoro. Con una circolare la protezione civile regionale ha fornito ulteriori chiarimenti (dopo quelli forniti il 2 maggio) del decreto firmato dal presidente Nello Musumeci e che ha dato il via alla “fase 2” dell’epidemia da coronavirus in Sicilia.

Sui trasporti e sui rientri c’è già stata una riapertura di Musumeci per far tornare in Sicilia i fuorisede, con un aumento delle corse dei traghetti sullo Stretto (da oggi sono 8) e un aumento dei voli Roma-Palermo (da 2 a 4). La circolare chiarisce che gli stessi fuorisede una volta tornati nell’Isola, alla fine della quarantena e una volta sottoposti a tamponi, potranno tornare nelle altre regioni, ovviamente sempre per i motivi elencati nel Dpcm del Governo Conte (salute, lavori, necessità urgenti).

LA CIRCOLARE DELLA REGIONE

Chiarita anche la questione sulle “seconde case”: una volta trasferiti, ci si può spostare anche da lì per lavoro e altre urgenze. Inoltre nei giorni feriali si potranno raggiungere queste abitazioni al fine di compiere “opere di manutenzione”.

Sempre per quanto riguarda gli spostamenti, ci si potrà recare in un altro comune anche per acquistare generi di prima necessità, pure alimentari. In sostanza si potrà uscire dal proprio territorio comunale per fare la spesa. Sono consentiti i traslochi (regolamentato dai codici), gli addestramenti cinofili all’aperto, ok alla pesca sportiva e alla manutenzione dei natanti anche fuori dal proprio comune, nei mercati all’aperto (e nelle aree comunali) si posso vendere soltanto alimentari.


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